Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post
Visualizzazione post con etichetta sesso. Mostra tutti i post

venerdì 17 maggio 2013

Zombi Holocaust: dove lo splatter diventa ancora più splatter

Gli zombi ritornano in vita dopo la morte con una misteriosa fame di carne umana. I cannibali si nutrono di organi e carne umana. 
Di sicuro c'è un filo conduttore nelle due figure, che trova il suo punto d'incontro in un film prodotto da Fabrizio de Angelis e diretto da Marino Girolami nel 1979: "Zombi Holocaust"
Ancora una volta la mano italiana scrive e dirige una storia che si ambienta per metà a New York e per metà in una fantastica isola delle Molucche. Nulla di particolarmente rilevante e nuovo nella sceneggiatura, nei personaggi e nello stile rispetto ad altri cannibal movie che lo precedono e seguono. Abbiamo il solito giornalista intraprendente che vuole fare carriera (una donna in questo caso), la bella protagonista che non risparmia scene di nudo, un coraggioso e intuitivo detective e i personaggi di contorno che vengono dati in pasto ai cannibali. 
Nella misteriosa isola di Kito ha origine un culto sangunario, con sacrifici umani e riti che prevedono l'antropofagismo in onore del loro dio. 
In questo caso però i nostri protagonisti non incontrano il pericolo solamente nella tribù selvaggia di indigeni che vuole divorarli brutalmente, ma anche in misteriosi esseri dall'aspetto deforme che vagano sull'isola e sembrano spaventare anche gli stessi autoctoni.

mercoledì 30 novembre 2011

Quasi quasi mi apro un Hard Blog

VM 18
In linea con la cultura del Cannibal Movie sto guardando alcuni dei primi prodotti cinematografici del genere; prodotti che inaugurano un filone misto del cinema, dove horror, thriller, erotico, porno ed esotico si miscelano in un bel niente. 
Padre di questo miscuglio può dirsi il regista Joe D'Amato. Il prolifico regista ci interessa per il suo periodo erotico-avventusoro-horrorifico, quando nel 1976 prende in mano la serie "Emanuelle nera" facendola diventare un successo del cinema hard
Emanuelle nera, Orient reportage

Ispirata ad una serie francese a sua volta tratta da un romanzo erotico del 1967, l'Emanuelle nera (con una sola M a differenza di quella d'oltralpe) non ha solo avventure legate al sesso, ma nei suoi 5 episodi diretti da D'Amato (dal secondo al sesto su un totale di 8) si trova a sventare giri di prostituzione e tratte di schiave, a denunciare la violenza sulle donne e a salvare un'amica dai cannibali.
"Emanuelle e gli ultimi cannibali" (1977) è il quarto titolo diretto da Joe, e inserisce la vena horror con questa tribù di ultimi cannibali in Amazzonia, che torturano, sventrano, mangiano e sacrificano sia uomini che donne. 
Emanuelle e gli ultimi cannibali (1977)

Molto interessante è anche "Emanuelle in America" (1976) per i contenuti piuttosto forti sia sul campo del porno sia sul campo dell'horror. Nel secondo caso (che è quello che interessa a noi maniaci dell'horror e non sessuali) le scene snuff di alcune donne torturate, stuprate ed uccise sono valse al regista una bel sequestro della pellicola e censura dal Tribunale di Avellino. Il punto è che Joe voleva non solo rendere la pellicola quanto di più vicino ad uno snuff movie, ma farla passare per tale, facendo credere al pubblico che quelle scene fossero reali e riprese dal vivo. 
Emanuelle in America (1976), scena snuff
 
Discutibili o meno i temi, e piacevole o meno la contaminazione dei generi, queste pellicole nonostante la forte critica negativa hanno riscosso successo nel pubblico e con il tempo sono diventate icone classiche.

lunedì 21 novembre 2011

Non si sevizia un paperino

"Non si sevizia un Paperino", 1972, regia di Lucio Fulci.
Preparatevi ad una grande rivelazione... Sono ignorante! Eh sì, ma parecchio ignorante anche in ciò che amo e in ciò di cui scrivo. Non conoscevo e non avevo visto questo film fino a ieri. Mi è stato suggerito dal mio conoscente "cannibale" e in una domenica pomeriggio di apatica noia mi sono decisa a vederlo. 
Da brava ignorante mi piace guardare tutto con occhio vergine, senza andare a ricercare scheda del film, regista, anno di produzione e trama. E' un'esperienza che consiglio a tutti, sarete come bambini che si sorprendono di mille meraviglie e non vi lascerete influenzare da altro che dal vostro piacere. Ed ora mi sento ancora così, sorpresa da mille meraviglie, tanto da non riuscire a prendere un inizio per questo post, tanto da non riuscire a condividere con voi altri questa sensazione. 
Se dovessi descrivervi questo film con un solo aggettivo direi che è conturbante. E devono averlo pensato anche gli addetti alla censura, che vietarono la visione ai minori di 18 anni per le scene esplicite di morbosa e malata sessualità, tra cui quella di una bellissima e nudissima Barbara Bouchet (Patrizia, la ricca "straniera") che "seduce" verbalmente un bambino. Scena che tra l'altro costò una denuncia a Fulci.


venerdì 18 novembre 2011

Cannibalismo: una digressione sul sesso.

Qualche tempo fa ho avuto a cena un collega di mio padre, folle amante della carne cruda. Prima di conoscerlo e vederlo mangiare (noi la carne gliel'abbiamo servita cotta a dire il vero) ho sentito le più stravaganti storie su di lui. Tra una chiacchiera e l'altra abbiamo siamo finiti a parlare di horror e mi sono fatta consigliare qualche film (titoli che mi sto procurando)... la sua passione tendenzialmente splatter per un certo genere mi ha dirottata sui cannibal movie, un filone -mi sono sorpresa della scoperta- la cui nascita vanta una paternità tutta italiana.
A metà dei gloriosi anni 70 Umberto Lenzi pensò di trasformare l'ambientazione tipicamente gotica e notturna degli horror e portare il terrore alla luce del sole, in esotici ed incontaminati paesaggi. 
Legati indossolubilmente tra loro ci sono tre elementi che caratterizzano questo genere e ne fanno la sua fortuna in quegli anni e a venire: il sesso, la violenza sugli animali, la scoperta finale che le persone civilizzate sono più selvagge dei cannibali.
Soprattutto per i primi due motivi moltissimi di questi film furono censurati o addirittura banditi per anni dalle sale cinematografiche e ovviamente dalla tv, sia in Italia che in altri Paesi. 
Ciò che più mi ha incuriosita e indotta a riflettere non è stata tanto la palese violenza sugli animali, che inserisce questi film anche nel filone snuff (non è mancanza di sensibilità la mia, questo blog e chi lo gestisce sono assolutamente contrari alla violenza su qualsiasi essere vivente; ma purtroppo non scandalizza che ancora oggi per fare "buoni" film si perpetuino violenze sugli animali. "Baaria" e "Come l'acqua per gli elefanti" sono solo due esempi più recenti.), ciò che ha attirato la mia curiosità è il rapporto con il sesso. Scene erotiche piuttosto esplicite, che per quegli anni potevano essere una novità, sono state inserite in un genere cinematografico che sembra non averci nulla a che fare.
La verità è che l'horror e il sesso hanno sempre avuto questo rapporto intrinseco e mistico, sottile ma non troppo! L'atto di mordere il collo di giovani vergini da parte dei vampiri, sadici pugnalatori che sventrano giovani sventurate, Jack che squarta le prostitute, i cannibali che si cibano di seducenti donne, sono tutti impulsi repellenti e malati quanto primordiali e selvaggi che sostituiscono la penetrazione, la violenza sessuale, l'unione totale di due corpi.
La domanda che ci si pone di conseguenza è: perchè queste scene ci provocano repulsione ma ne siamo incredibilmente attratti?